Immagine di Greta

Nome: Greta
Stato: Attvo
Ultimo indirizzo conosciuto: Roma, IT
Luogo di nascita: Stoccolma, SWE
Data di nascita: 20/01/1999
Razza: Volpe
Genere: Femmina
Lingue: Volpesco, Cagnesco, Svedese, Inglese
Qualifica: Attivista, Membro dei Time For Revolution
Manto: Rosso
Occhi: Blu
Segni particolari: Nessuno
Famiglia: Sven Handersen, Padre
Elsa Eriksson, Madre
Educazione: Ha studiato a casa

Greta in una manifestazione a New York, 2020

Acerrima nemica del cambiamento climatico, fin da quando era una piccola volpe Greta non si è mai fatta problemi a sfidare chi riteneva responsabile. Greta ha iniziato a visitare le città più importanti, dando vita a una protesta pacifica dagli effetti devastanti: in pochi mesi la sua azione l’ha portata ad avere un seguito gigantesco. Ritratta sui giornali e trasmessa sulle reti televisive di tutti i Paesi, ha espresso la sua visione di uno sviluppo più sostenibile ed ecologico a un pubblico vastissimo.

Greta in un discorso pronunciato all’ONU, 2019

Proprio in occasione di un suo intervento a un summit sul clima tenutosi a Roma, la giovane incontrò Antonio G. e una piccola parte dei Time For Revolution nel corso di un comizio. Greta, colpita dalle parole del leader e da tutto il grande lavoro che lui e il suo team facevano per tentare di migliorare il pianeta, decise di sposarne la causa e di diventare un membro a tutti gli effetti.
Attualmente la sua iniziativa è condivisa da milioni di individui che ancora non si erano resi conto di quanto fosse grave la salute del pianeta.

DOSSIER

Il clima è cambiato

“Il cambiamento climatico è la sfida chiave del nostro tempo”. Sono queste le parole che sentiamo dire spesso non solo dagli attivisti, ma anche da capi di Stato e dalla stessa comunità scientifica. L’aumento delle emissioni ad effetto serra correlate alle attività antropiche stanno portando ad un significativo aumento delle temperature medie globali, con conseguenze su tutto il pianeta. Siccità, ondate di calore, alluvioni, sono solo alcune delle catastrofi naturali causate dall’innalzamento delle temperature. Oggi il pianeta ha già raggiunto1 1°C di riscaldamento al di sopra dei livelli preindustriali ed è sulla traiettoria per un aumento di ben 3°C entro la fine del secolo. Nel 2015, con la firma dell’Accordo di Parigi2, si è deciso di limitare il riscaldamento globale ben al di sotto di 2°C, preferibilmente a 1,5°C, rispetto ai livelli preindustriali, in modo tale da contenere gli effetti del cambiamento climatico e permettere all’uomo di avviare tutta una serie di azioni di adattamento per sopperire a tali effetti. L’imperativo è quello di fermare l’aumento delle emissioni (CO2 in primis) e di raggiungere una neutralità climatica (dove le emissioni vengono compensate dagli assorbimenti) entro il 2050. Ciò significa ripensare i modelli produttivi, il modo in cui produciamo l’energia, quello in cui ci spostiamo e come produrremo il nostro cibo nel prossimo futuro. Per garantire un pianeta abitabile alle future generazioni.


[1] https://climateanalytics.org/briefings/global-warming-reaches-1c-above-preindustrial-warmest-in-more-than-11000-years/

[2] https://unfccc.int/process-and-meetings/the-paris-agreement/the-paris-agreement